Il Papa viene a Genova

Il Papa viene a Genova!
1985
LETTERA PASTORALE PER LA QUARESIMA 1985

Cari Confratelli, Cari Fedeli,
Il giorno di Natale 1984 annunciavo che il Sommo Pontefice sarebbe venuto a Genova. Ora posso aggiungere che non solo ci dedicherà la domenica 22 settembre, ma ci donerà anche il pomeriggio del sabato 21, permettendo in tal modo uno spazio maggiore di tempo al contatto col popolo. Questa visita costituisce un fatto grande: perché ciò sia chiaro, vi invito a fare alcune riflessioni.
Anzitutto ricordiamo. Già Gelasio II, sottraendosi per qualche tempo ai disordini di Roma, ed accettando il trasporto offertogli dal naviglio genovese, risiedette per un certo periodo nella nostra città. Fu Lui a consacrare nel 1118 la Chiesa Metropolitana di San Lorenzo. Innocenzo IV, Genovese, Fieschi, esule da Roma ove lo minacciava Federico II, risiedette qui per qualche tempo. Gregorio XI passò di qui mentre riconduceva a Roma la Sede dopo l’esilio avignonese. Anzi proprio nella nostra città Santa Caterina da Siena lo convinse, dopo i molti dubbi, a continuare il viaggio e compiere così la restituzione della Sede Apostolica alla città eterna. Urbano VI, sul finire del trecento, fu colui che forse fece a Genova la permanenza più lunga, risiedendo in quella che ancor oggi si chiama «Commenda». Ultimo, e per ben due volte fu Pio VII: la prima volta vi passò come prigioniero di Napoleone nel 1809. La seconda volta quando vi ritornò libero, per compiere il voto, fatto durante la prigionia, di incoronare la Madonna della Misericordia a Savona. Rimase per quindici giorni e dimorò in un illustre palazzo genovese. Il giorno della Ascensione, circondato da quindici Cardinali, tenne Cappella Papale nella Chiesa della Annunziata. Sono passati 170 anni! La storia ritorna!
Giovanni Paolo II sta compiendo un tornante nella Storia dei Papi. Profittando dei tempi cambiati, con mezzi capaci di rendere velocissime le comunicazioni, Egli ne usa per render a tutto il mondo più immediata la Sua sollecitudine di Pastore. E’ questo il punto. Batte le vie del mondo per spingere il pensiero degli uomini al loro Creatore, dando così un serio appoggio alla coscienza morale la quale senza Dio o non esiste o non regge a nessuna delle grandi tentazioni. Dobbiamo valutare la importanza di questo servizio che rende all’umanità: senza coscienza non reggono i trattati, i quali hanno consistenza finché servono soprattutto ad illudere gli uomini.
Ma non è solo per questo che il Papa vola attraverso i continenti. Egli va come Pastore delle anime: ricorda le Verità che salvano, conferma nella Fede e nella Speranza, suscita la carità, difende colla verità i deboli, richiama alla giustizia. E tutto questo Egli fa con visibile e continuo sacrificio. Le Sue visite sono pastorali. Ed anche da noi la visita sarà pastorale.
Ho invitato il Papa al Santuario della Guardia ed Egli, devotissimo della Madonna, ha accettato con gioia, per confermare nella fiducia orientatrice della Beatissima Vergine. Il Santuario è il punto di incontro di tutti. Le preoccupazioni per la nostra città, non ancora del tutto svanite, da parte nostra almeno, passano sempre attraverso quel monte della Guardia, per avere la più sicura delle protezioni. Dal fatto di condurvi il Sommo Pontefice noi aspettiamo molto. Sarebbe ingiusto che io tacessi di questa intenzione. Il Papa sarà con noi, seguendo un programma che verrà a suo tempo dettagliato e comunicato.
Ora invito a riflettere chi sia il Papa. Il valore della visita dipende da questo.
Egli è il Vicario di Cristo. Come a Pietro, anche a Giovanni Paolo II sono state rivolte, nel momento della elezione, le grandi parole del Vangelo: «Tu sei Pietro e su questa pietra io edifico la mia Chiesa. Le porte dell’Inferno non prevarranno mai contro di essa. E do a Te le chiavi del Regno dei Cieli; tutto ciò che legherai in terra, sarà legato in Cielo e tutto quello che avrai sciolto in terra, sarà sciolto in Cielo» (Matteo 16, 18). La dignità del Papa riflette qualcosa della Maestà di Dio e noi, anche vedendolo semplice ed affabile con tutti, non dovremo mai dimenticare che Egli è il Vicario di Cristo.
La Sua benedizione, in ragione dell’Ufficio, vale più di tutte le altre benedizioni; la Sua preghiera ed ogni Sua azione, per lo stesso motivo, hanno un primato tra le preghiere e le azioni di tutti gli uomini. Pensare a questo significa ricevere il Papa non solo come un sovrano la cui influenza morale non ha pari al mondo, ma riceverlo come ce la ha dato Gesù Cristo.
Poiché la Fede è in questa felice circostanza la luce che illumina tutto e dà l’indicazione di che cosa sia la visita di un Papa e di quanto ci possa avvicinare al Signore, dovremo fare una preparazione spirituale. Di questa sarete informati.
La visita del Papa non solo ci allinea con Lui, ma con Dio!

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