Newsletter n.64 Cardinal Giuseppe Siri

Lunedì, 11 Febbraio, 2013 – In questa prima Newsletter del 2013 – nel marzo prossimo arriveremo ai sei anni di attività del sito – vogliamo ricordare il 60.mo anniversario del cardinalato di Giuseppe Siri. Infatti, l’Arcivescovo di Genova fu creato cardinale da Pio XII nel Concistoro del 12 gennaio 1953.Pubblichiamo– la lista dei cardinali creati in quel Concistoro,– la lettera di Mons. Siri al momento dell’annuncio del Consistoro, e– due interventi del Card. Siri durante le celebrazioni del 30.mo anniversario della sua porpora.*****LISTA DEI CARDINALI creati il 12 gennaio 19531. Celso Costantini, segretario della S.C. de Propaganda Fide.2. Augusto Álvaro da Silva, arcivescovo di São Salvador da Bahia.3. Gaetano Cicognani, nunzio in Spagna.4. Angelo Giuseppe Roncalli, nunzio in Francia.5. Valerio Valeri, assessore della S.C. della Chiesa Orientale.6. Pietro Ciriaci, nunzio in Portogalllo.7. Francesco Borgongini Duca, nunzio in Italia.8. Maurice Feltin, arcivescovo di Parigi.9. Marcello Mimmi, arcivescovo di Napoli.10. Carlos María de la Torre, arcivescovo di Quito.11. Alojzije Stepinac, arcivescovo di Zagabria.12. Georges-François-Xavier-Marie Grente, arcivescovo-vescovo di Le Mans.13. Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova.14. John Francis D’Alton, arcivescovo di Armagh.15. James Francis McIntyre, arcivescovo di Los Angeles.16. Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna.17. Stefan Wyszy?ski, arcivescovo di Gniezno e Varsavia.18. Benjamín de Arriba y Castro, arcivescovo di Tarragona.19. Fernando Quiroga y Palacios, arcivescovo di Santiago de Compostela.20. Paul-Émile Léger, arcivescovo di Montréal.21. Crisanto Luque Sánchez, arcivescovo di Bogotá.22. Valerian Gracias, arcivescovo di Bombay.23. Joseph Wendel, arcivescovo di Münichen und Freising.24. Alfredo Ottaviani, assessore della Suprema S.C. del Sant’Uffizio.***LETTERA DOPO L’ANNUNCIO UFFICIALE DELLA ELEVAZIONE ALLA SACRA PORPORA AL VICARIO GENERALE MONS. REVERDINICaro Monsignore,mi si comunica in questo momento che il Santo Padre ha deciso di crearmi Cardinale nel prossimo Concistoro. Anche in questo farò la volontà Dio.Mi preoccupo subito del fatto che, in tali circostanze, la bontà del clero e dei fedeli ordinariamente sollecita la costituzione di un Comitato collo scopo di fare doni all’Eletto.Orbene desidero che nessuno si disturbi per me, soprattutto in questo momento in cui, più che doni non necessari, occorre aiuto a chi ha poco o nulla.Dispongo pertanto – e Lei vorrà farsi interprete ed esecutore di questa mia precisa volontà – che non si faccia in alcun modo alcuna raccolta per fare doni a me. Se qualcuno vorrà fare del bene in questa occasione, per testimoniare il Suo affetto alla mia umile persona, lo faccia pure, Gliene sono fin d’ora grato; si ricordi però delle opere di carità e tra queste raccomando le case dei senza tetto e l’assorbimento del maggior numero dei disoccupati. Per me sarò contento si preghi e mi si aiuti a fare fino in fondo mio dovere.Benedicendo mi creda,+ GIUSEPPE, Arcivescovo***RINGRAZIAMENTO DEL CARD. ARCIVESCOVO al termine dell’INCONTRO CON LA CITTA’ PER IL XXX° DI ELEVAZIONE ALLA PORPORA (Genova, Teatro Margherita, 12 gennaio 1983)Onorevoli Membri del Parlamento presenti,Eccellenze, onorevoli Autorità, cari Genovesi,io comincio col salutare il gonfalone della mia Città, perché sono genovese e resterò genovese!Ora devo ringraziare.Ringrazio il signor Sindaco che ha voluto rivolgermi parole tanto delicate e significative.Ringrazio Monsignor Castellano, vecchio amico col quale abbiamo collaborato per anni, che ha parlato di me con bontà molta e discrezione, in modo da non farmi diventare ancora più piccolo, perché io non mi sono mai sentito così piccolo come oggi!Non ho mai voluto manifestazioni, mai. Ma devo prendere quello che gli altri con tanta cordialità mi offrono.Io vorrei nominare ad uno ad uno i presenti, ma, fatto così piccolo, ho anche la testa un po’ confusa, oggi, e pertanto mi si scuserà se io dimentico qualche cosa.Vedo anche qui, tra i presenti, antichi Sindaci e il Sindaco che mi ha accompagnato da Roma a Genova e col quale sono entrato in Genova.Ringrazio i miei Vicari che così, dietro le quinte, senza che io quasi me ne accorgessi, hanno preparato tutto questo. Come posso non dire una parola al loro affetto e alla loro fedeltà!Ma siccome tutte le volte che parlo io devo dire qualche cosa che non sia semplicemente complimento, tanto meno la retorica, vorrei dire a tutti voi una cosa: quello che io ho imparato in questi trent’anni di cardinalato.Il cardinalato è stato una cosa diversa; sono state due vie che ho dovuto percorrere parallelamente, ma diverse.Che cosa ho imparato?Ho avuto da fare con tanta gente, di tutti i tipi, di tutti i colori, di tutte le gradazioni sociali; tanta gente ho conosciuta e ho imparato questo: che anche sotto tutti i difetti apparenti ed esteriori e le colorazioni, sotto c’è sempre il buono. E ho creduto all’uomo! I trent’anni io li riassumo così: ho creduto alla bontà degli uomini, ho preferito essere qualche volta stupido, piuttosto che essere abitualmente ingiusto.Grazie a tutti! Non ho altro da dire perché non so più che cosa dire. Ripeto: non mi sono mai sentito così piccolo come oggi! Perché? Beh, il perché non lo so. Però, come ha anche ricordato il nostro Sindaco, se dovessi scrivere un messaggio, credetelo, scriverei ancora quello di trent’anni fa. Io sono ancora su quella posizione: è il mio dovere!Grazie a tutti! E se ho dimenticato qualcosa, scusatemi, scusatemi!***OMELIA DURANTE LA CONCELEBRAZIONE per il XXX° di CARDINALATO (Cattedrale di S. Lorenzo – 28 gennaio 1983)Eccellenze, onorevoli Autorità, cari confratelli, miei cari fedeli, compio il primo dovere di ringraziare dell’omaggio che mi è stato fatto poc’anzi. Ringrazio gli Eccellentissimi miei Confratelli che sono venuti. Ringrazio le Autorità tutte. Ringrazio voi, perché penso siate qui a pregare con me e anche per me.La liturgia di questo giorno ricorda S. Tommaso d’Aquino; non ho voluto si sostituisse perché a me questa liturgia divina che ricorda il “sole d’Aquino”, fa l’impressione di incontrare un grande amico col quale, umilmente, ho percorso tutta la mia strada di studente e di insegnante e di Vescovo. Pertanto sono contento che risuoni la memoria di lui che più di tutti gli altri ha insegnato agli uomini che hanno un’intelligenza e se ne servano, invece di sostituirla con strumenti artefatti e inutili.A questo punto mi trovo davanti al Vangelo che è stato letto. E’ il Vangelo dei Dottori; è il Vangelo che dice a noi che dovremo essere “luce del mondo e sale della terra”. Per me questo è un termine di confronto. Spero che Dio mi usi misericordia.Naturalmente siccome qui si tratta di una data mia, tutti si aspettano che io parli un po’ dei miei trent’anni odi Cardinalato. Ma non voglio fare questo, non voglio parlare della mia esperienza; voglio parlare dell’ufficio, al quale non so se mi sono veramente adeguato. Ma voglio parlare dell’ufficio perché questo mi permette di richiamare verità che sono importanti. E allora il discorso cessa di essere inutile.Debbo partire da un punto: Cristo ha dato tutto in mano a Pietro e ai suoi Successori, perché ha detto che questo sarebbe stato in mano loro fino alla fine dei tempi. Pietro ha lasciato la successione alla sola Chiesa Romana, tanto è vero che fin verso la fine del secolo II i Papi non nominavano se stessi nei documenti, ma sempre che faceva e parlava era “Ecclesia Romana”. Questa Chiesa Romana che ha ereditato da Pietro, per volere di Cristo, la guida del mondo cristiano, non poteva sempre essere consumata da un solo uomo, il Vescovo di Roma, e così egli ha cominciato subito a servirsi di quelli che aveva intorno. Erano i Vescovi suffraganei intorno a Roma, erano i Preti titolari delle chiese di Roma, erano i Diaconi preposti nelle prima sette, poi quattordici regioni in cui era divisa Roma fin dal II secolo, per assistere i poveri. E questi erano i consiglieri. Fu così fin dall’inizio. Naturalmente coll’andar del tempo e col crescere dell area cristiana costoro crebbero di reputazione e di importanza; divennero “cardini” della Chiesa Romana A un certo momento dovette essere meglio qualificato il loro ufficio, anzi nel 1059 solo a loro Nicolò II riservò di entrare nella elezione del Papa successore. Il famoso cappello che rimane sempre l’insegna, il Galero, dei Cardinali, fu inventato da un Papa genovese, Innocenzo IV, che in questa sua invenzione portò lo spirito concreto della nostra gente. Chi ha visto il vero Galero, si rende conto che è un magnifico parapioggia e un magnifico parasole. Oggi in genere non si va più in giro con quello, tutt’al più, per quelli che ancora ne hanno l’uso, si porta il cosiddetto “Galero usuale”. Ma è chiaro: i Cardinali sono l’aureola intorno al Papa, sono il complemento praticamente necessario al Romano Pontefice per poter assolvere il suo compito rispetto al mondo intero. Naturalmente i Cardinali sono d’istituzione ecclesiastica, potrebbero essere aboliti. Ma qualunque Papa che volesse abolirli, e potrebbe farlo, dovrebbe sostituirli con qualche altra cosa che equivalesse al Sacro Collegio. Credo sia meglio rimanga com’è. E’ necessario dire questo.E allora, per arrivare al punto che io voglio dichiarare, devo aggiungere un altra cosa. I successori degli Apostoli furono i Vescovi e i documenti storici dimostrano che al I secolo in tutto il mondo esisteva l’istituto dell’episcopato monarchico, che vuol dire nessuno fraintenda, per carità che il Vescovo è uno, anche se è aiutato da altri, ma è uno. E, analizzando i documenti, si capisce un’altra cosa: che il Vescovo, per diritto divino, ha tutto il potere e ogni potere promana da lui, come la consacrazione dei sacerdoti e dei diaconi promana da lui. Sicché le cosiddette Chiese locali o Diocesi hanno un nucleo è il Vescovo che è tutto, al quale è sottratto soltanto quello che la legge universale riserva al Sommo Pontefice o alla Santa Sede. Le singole Diocesi vivono per questo nucleo; se mancasse, è lo sfascio! Come la storia del resto ampiamente dimostra, dove l’istituto episcopale, fuori della Chiesa cattolica, è stato distrutto.E allora ecco che cosa appare? Appare una singolare analogia: come nel corpo umano si hanno cellule, le quali in parte hanno una vita propria, ma in parte la ricevono da una sola cellula, di cui forse l’umanità non capirà mai quale sia la stupenda funzione, la Chiesa è compaginata allo stesso modo: tante cellule che hanno un nucleo; esse tante cose possono farle da sé, ma in altre devono convenire nella perfetta e fedele sudditanza alla Chiesa di Roma. C’è un’analogia stupenda tra il modo con cui la Provvidenza ha congegnato il corpo umano e ha congegnato Cristo la Sua Chiesa in terra. Sono i ritmi di Dio! Dio è coerente a Se stesso nei vari ordini che Egli crea e ai quali dà vita.Ma quello che io voglio affermare è una cosa: che Cristo ha dato tutto a Pietro e che Pietro ha lasciato tutto alla Chiesa Romana. Gli altri riceveranno, conferiranno anche qualcosa, come il consiglio, la preghiera, il sacrificio, il tesoro delle buone opere. Ma è Roma che ha tutto. Ed allora ecco la vera struttura dell’ufficio dei Cardinali: sono, direi, una propagazione dell’ufficio del Papa, necessaria. Ma, debbono essere anzitutto romani e se non sono romani, non sono degni del loro ufficio e della loro missione. Per quel che mi riguarda, romano lo sono stato veramente. Per il resto giudicherà Iddio.Ma volevo dire dell’ufficio più che della persona, e delle grandi leggi che Cristo ha imposto alla Sua Chiesa in perfetta armonia con il rimanente della creazione. L’unità degli ordini nel disegno di Dio è eterna.Ora torno a ringraziare voi, tutti. Direi che le parole mi mancano perché sentendo questo profondamente, temo che la voce non mi sorregga. Che questa comune orazione, in cui io ho parlato dell’unità che l’ufficio rappresenta, della romanità che vale per tutto il mondo, che non può essere sostituita, che non fa della Chiesa una federazione, ma un Corpo vivente nel quale le leggi scendono dall’alto, non salgono dal basso io spero che il Signore accolga questa comune preghiera e che rifluisca su tutti noi in tanta grazia e benedizione. Così sia! Grazie a voi, lode a Dio!

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